giovedì 8 novembre 2012

Recensione DRACULA di Bram Stoker (Mondadori)

In armonia con il Doodle di oggi, dedicato al 165esimo anniversario della nascita di Bram Stoker, il blog omaggia l'autore con la recensione del suo più grande capolavoro: DRACULA.

Bram Stoker
DRACULA
Mondadori
pp. 528 - € 9,50
Tipologia: romanzo epistolare
Genere: gotico, horror, classico

Scritto da Bram Stoker nel 1897, fin dal suo primo apparire Dracula ha fornito l'archetipo alle numerose storie di vampiri che si sono succedute nella letteratura e nel cinema. Ispirato alle figure storiche del principe romeno Vlad II detto Dracul («il diavolo») e di suo figlio Vlad III, l'Impalatore, Dracula-Nosferatu (colui che non muore, il morto vivente) è un personaggio più che mai inquietante. Nel tratteggiarlo Bram Stoker ha dato fondo a tutte le risorse della sua fantasia e a tutti gli espedienti di un calibratissimo mestiere. Da queste pagine si sprigiona così una magia che giunge fino alle soglie dell'incubo. Dracula rappresenta infatti in modo del tutto originale l'eterna vicenda della lotta tra il Bene e il Male, sullo sfondo di una storia che scaturisce direttamente dall'inconscio e, come tale, parla in termini che si impongono immediatamente alla fantasia di ciascuno di noi, per entrare nei nostri sogni più spaventosi. Né bastano esorcismi razionalistici a toglierle l'irresistibile suggestione, la possente ossessività che la pervade.

RECENSIONE
di MissMeiko

Non si può leggere DRACULA di Bram Stoker e rimanere indifferenti di fronte al genio dell'autore. 

Questo romanzo può piacere o meno, è questione di gusti, ma di certo non si arriva all'ultima pagina senza che lo stesso lasci qualcosa in capo al lettore.

La storia comincia con Jonathan Harker, giovane avvocato inglese che, recatosi nei Carpazi, soggiorna nel castello del conte Dracula. Quest'ultimo ha infatti acquistato un immobile a Londra e Harker ha il compito di sbrigare la pratica.

Il giovane londinese scoprirà chi si rivela sotto la maschera del Conte, solo dopo aver trascorso momenti di puro terrore e agonia


Impressionanti sono le descrizioni raffinate dell'autore, così minuziose nel rendere il lettore partecipe dei luoghi ma, soprattutto, nel regalare un'immagine ben focalizzata di Dracula:

"Un volto aquilino - decisamente aquilino, un naso sottile dal ponte alto e dalle narici inusualmente arcuate; una fronte alta e arrotondata e capelli radi sulle tempie ma folti altrove. Le sopracciglia erano molto spesse, quasi si congiungevano sul naso e i peli erano cespugliosi e parevano arricciarsi tanto erano abbondanti. La bocca, per quel che potevo scorgere sotto i fitti baffi, era tesa e aveva un taglio crudele con denti bianchi particolarmente aguzzi che spuntavano dalle labbra di un rosso acceso, segno di straordinaria vitalità in un uomo così avanti negli anni. Per il resto aveva orecchie pallide ed estremamente appuntite; il mento ampio e forte e le guance sode benché asciutte. L'effetto nell'insieme era di uno straordinario pallore".

Nel momento in cui Jonathan è lasciato in balìa del Conte, la narrazione si sposta in Inghilterra. Mina, fidanzata di Jonathan, nell'aspettare il ritorno di quest'ultimo, soggiorna con la sua amica Lucy nel Carfax. Di qui le due verranno a conoscenza dell'arrivo di una nave dall'Inghilterra, la quale - si vocifera - è stata infestata da un demonio.

L'essere demoniaco di cui si parla, altri non è che il Conte, il quale vedrà proprio in Lucy la vittima di turno.

Mentre la salute della ragazza peggiora nel tempo, a causa dei continui attacchi del Conte, Jonathan ritorna in patria.

Sia lui che gli altri tenteranno di salvare Lucy, invano. Niente sarà in grado di ridonarle vigore, nemmeno le cure di Van Helsing, medico e studioso di ampie vedute. 

In seguito alla morte della giovane, i suoi amici passeranno al contrattacco, decisi più che mai a neutralizzare quello che si è ormai rivelato come il Male in persona.

Il romanzo è scritto sottoforma epistolare, tramite lunghe lettere e pagine di diario che ciascun protagonista scrive, in uno snodarsi di aneddoti che vanno poi a confluire nel medesimo finale.

Ogni personaggio è tratteggiato con stile, tanto nelle qualità fisiche quanto in quelle caratteriali; ogni luogo è descritto ad arte, inclusi i Carpazi, che Stoker - tra l'altro - non ha mai visitato; lo stile, il linguaggio e soprattutto i dialoghi hanno quel sapore antico dei grandi scrittori del passato.

Ciascuno di essi impersona un tassello importante nel ruolo che gli è proprio. Lucy gioca fino in fondo la parte della vittima; come Renfield quello della pazzia interiore. I riflettori vanno tuttavia puntati su Van Helsing, che si rivela come la nemesi di Dracula. Proprio lui, un comune mortale, uno studioso, un medico.

Valutazione 5 stelle: ottimo. Un investimento!


Fonte biografia dell'autore Wikipedia:

Nato a Clontarf, un villaggio costiero vicino a Dublino in Irlanda (allora facente parte del Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda),fino all'età di otto anni fu incapace di alzarsi in piedi a causa del cagionevole stato di salute. La malattia e la mancanza di forze segnarono in maniera indelebile la sua attività letteraria. Il sonno senza fine e la resurrezione dei morti, due temi centrali del suo Dracula, furono di grande importanza per Stoker, costretto a trascorrere la maggiore parte della sua infanzia in un letto.
La sua guarigione apparve miracolosa ai medici che lo avevano in cura. Da quel momento Stoker condusse una vita normale, riuscendo addirittura ad eccellere nelle specialità sportive durante gli anni trascorsi all'università di Dublino.



Stoker studiò storia, letteratura, matematica e fisica al Trinity College di Dublino, dove conseguì, a pieni voti, la laurea in matematica. Lavorò come domestico ma presto accettò un incarico a titolo gratuito come giornalista e critico teatrale per il The Evening Mail. Negli stessi anni seguì per un breve periodo le orme paterne, col quale condivideva anche il nome di battesimo, lavorando nell'amministrazione pubblica.
A 29 anni strinse un'amicizia destinata a durare una vita con l'attore Henry Irving, del quale sarebbe in seguito divenuto anche segretario e confidente. Stoker sposò Florence Balcombe nel 1878 e si trasferì a Londra dove diresse il Lyceum Theatre di Irving. La collaborazione con Irving fu molto importante per lo scrittore: grazie a lui conobbe sia James Abbott McNeill Whistler che Arthur Conan Doyle e poté viaggiare per il mondo.
Stoker arricchiva i suoi guadagni scrivendo un gran numero di romanzi e racconti sensazionali, tra cui la storia di vampiri intitolata Dracula pubblicata nel 1897. L'ispirazione gli era stata fornita dall'incontro avvenuto nel 1890 con il professore ungherese Arminius Vambéry, il quale gli aveva raccontato la leggenda del principe rumeno Vlad Ţepeş Dracul, meglio conosciuto come Dracula. Questo personaggio venne trasfigurato da Stoker nel Conte Dracula, il protagonista del suo racconto. Stoker impiegò sette anni per scrivere il libro studiando la cultura e la religione dei Balcani e documentandosi sulla figura storica di Vlad Tepes. Le versioni, prima di giungere alla stesura definitiva, almeno in ambito provinciale, dovettero susseguirsi rapidamente e i primi manoscritti circolarono tra la cerchia dei suoi amici tra il 1890 e il 1893 per trarne giudizio e consiglio. Dracula ha ispirato una lunga serie di film e di opere teatrali.
Bram Stoker morì il 20 aprile 1912 a Londra dove fu sepolto.

5 commenti:

  1. Innegabile che si tratti di un capolavoro

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  2. Sì, ragazzi, è un evergreen! :-D

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  3. adoro questo libro: un vero capolavoro come dice Irene!

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  4. Siamo in tanti a essere d'accordo su un punto, allora: questo è un pezzo da 90! ^__^

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