martedì 6 novembre 2012

Recensione BIANCANEVE E IL CACCIATORE di Blake, Daugherty, Hancock, Amini (Mondadori)

Lily Blake, Evan Daugherty, John Lee Hancock, Hossein Amini
BIANCANEVE E IL CACCIATORE
Mondadori
pp. 240 - € 16,00
Pubblicazione luglio 2012
Tipologia: romanzo
Genere: fantastico


Re Magnus è in guerra contro un terribile nemico. Ma armi e battaglie non lo distraggono dal doloroso ricordo della moglie perduta. Di lei gli rimane solo la piccola Biancaneve. Fino al giorno in cui, nella Foresta Tenebrosa, il re incontra una donna bellissima, capace di farlo innamorare di nuovo: la malvagia Ravenna. È la regina del Male, che con le sue arti di magia nera, assorbe dal cuore delle fanciulle l’eterna giovinezza, uccidendole. La prossima vittima è Biancaneve. Ma sotto il candore della pelle e l’ingenuità dello sguardo, la ragazza cela un animo guerriero. Ed Eric, il cacciatore destinato a sopprimerla, si troverà di fronte una donna coraggiosa, affascinante, e decisa a combattere, nonché una banda di nani ribelli che darebbero la vita per lei. La perfida Ravenna ha i giorni contati.

RECENSIONE
di MissMeiko
 
Il libro BIANCANEVE E IL CACCIATORE altro non è che la riscrittura, sottoforma di romanzo, dell’omonima sceneggiatura del film diretto da Rupert Sanders (2012), con Kristen Stewart, Chris Hemsworth e Charlize Theron.

Ennesimo riadattamento di una delle storie più riprese, si presenta – quantomeno da un punto di vista visivo, stando alla cover/locandina – come una gotica reinterpretazione della nota fiaba dei fratelli Grimm.

La regina del Male Ravenna, matrigna di Biancaneve, è in grado di risucchiare la giovinezza delle fanciulle e rimanere sempre giovane e bella. Quando scopre che la chiave per restare tale, senza doversi più rifornire da alcuna, è proprio Biancaneve, tenta di strapparle il cuore ma invano. La giovane infatti riesce a sfuggirle.


Comincia qui il racconto vero e proprio: lo scontro di Biancaneve con Eric, il cacciatore chiamato a ucciderla per ordine di Ravenna, che però desiste; la loro fuga da Flinn, fratello di Ravenna, e dalle guardie reali; l’incontro con i nani – prima – e con William, il “principe”, dopo.

Le vicende scorrono veloci pagina dopo pagina, e questo non lascia al lettore il tempo di assaporare gesti e dialoghi dei protagonisti. Fattore che, purtroppo, gioca a sfavore della caratterizzazione dei personaggi: appena abbozzata.

Di gotico, dopo la lettura, ci si accorge che vi è ben poco. A meno che qualcuno di voi non intenda per tale la semplice presenza di una Foresta Tenebrosa, insieme a una serie di sortilegi lanciati da un’oscura regina.

Gli elementi – per così dire – tetri non mancano, tuttavia sono ridotti a mere sfumature del gotico in senso stretto.

La trama è di quelle semplici, senza troppi fronzoli e si discosta in maniera radicale dalla fiaba di Biancaneve e i sette nani; ma questo è intuibile sin dal titolo, tramite la presenza del “cacciatore”.

La storia, presumo, funziona meglio sullo schermo che tra le pagine di un libro. Colpa, probabilmente, delle scene che si susseguono in modo frettoloso e della mancanza di descrizioni.

Il finale? Tutt’altro che scontato, risparmia dal solito ritornello “e vissero per sempre felici e contenti”.

Il libro può risultare una piacevole lettura per chi ha amato il film o, comunque, è consigliato alle adolescenti che adorano le riprese a tinte un po’ dark delle fiabe classiche.


Valutazione 3 stelle: consigliato agli amanti del genere

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