mercoledì 28 dicembre 2011

INTERVISTA A MARIA SILVIA AVANZATO

Amci lettori, 

nel salotto virtuale di oggi, abbiamo ospite l'autrice Maria Silvia Avanzato.

Qualche giorno fa vi ho presentato la Chichili Agency Italia. Vi ho spiegato cosa fa, introducendo quindi gli ebook per la prima volta nel blog. Se vi siete persi la puntata, andate qui.

Poi ho recensito DARCY NON ESISTE, primo racconto della serie CHICK CHICK URRA'! Cliccate qui per sapere di cosa sto parlando, o per rinfrescarvi la memoria.

Oggi facciamo due chiacchiere con l'autrice di quella spassosa storia: Maria Silvia Avanzato, per l'appunto.




Chi è Maria Silvia Avanzato? Presentati ai lettori del blog.
Maria Silvia Avanzato è nata il primo giugno del 1985 come Marilyn Monroe e Morgan Freeman: podalica, insonne, ha da subito rivelato la sua appartenenza al gentil sesso quando tutti l’avevano data per maschio. Cinque anni dopo, avendo recuperato un’agenda vuota, la imbrattò con fantasiose storie, scritte in un italiano piuttosto empirico. Disse quindi “io da grande farò la scrittrice”. Il resto della sua vita fu una replica di questo manifesto desiderio.
Oggi vive con la nonna in una tetra dimora bolognese: legge, scrive, dorme poco, si interessa di seconda guerra mondiale e scultura funebre, viaggia molto con una valigia azzurra, ama il cinema d’essai, gli edifici abbandonati e i vini rossi dal gusto deciso.
A detta di molti, ha un bruttissimo carattere. Una fortunata minoranza ha compreso che non è così.

Come ti è venuta l’idea per questo divertente racconto “Darcy non esiste”?
Come spesso accade, la realtà è un utile serbatoio di brillanti ispirazioni.
L’estate scorsa ho passato alcuni giorni in una nota località balneare romagnola, assieme alle amiche dei tempi di scuola. Fra queste c’era anche una ragazza timida e introversa, squisitamente romantica e feroce sognatrice da sempre. L’idea nacque quasi per scherzo: volevamo “fidanzarla” a tutti i costi e ci proponemmo di “trovarle un principe azzurro” in soli tre giorni. Ebbene, come nella migliore tradizione favolistica, la caccia diede un esito positivo: è tuttora fidanzata col principe azzurro che le abbiamo rimediato.
Sempre durante quella comica spedizione, io ebbi modo di conoscere un cronista sportivo che aveva letto di recente un mio romanzo: grande lettore di “qualsiasi cosa abbia le pagine”, è stato lui a suggerirmi di mettere un po’ di quell’estate nel racconto.
E io, per ringraziarlo, ho messo un po’ di lui in uno dei personaggi.


Naturalmente sei favorevole agli ebook. Perché credi che alcuni non riescano ancora a vedere di buon occhio la cosa e, secondo te, cambieranno idea prima o poi?
A onor del vero non posso dirmi del tutto favorevole agli ebook.
O meglio, io, da semplice Maria Silvia, sono un’amante dei libri cartacei: a me piace sfogliare, fare le orecchie alle pagine, mettere i libri nella borsa, sentirne l’odore. Non sono abituata a leggere ebook, sono un lettore tradizionale, lo ammetto. Preferisco rifugiarmi sulla mia isola felice, conosciuta. E come me, magari tante persone temono l'innovazione, negando per comodità i tanti vantaggi che gli ebook possono avere rispetto al libro cartaceo.
“Darcy non esiste” è stato pubblicato da Chichili Agency e si tratta della mia prima pubblicazione ebook. Questo perché l’agenzia in questione è tedesca e diffonde i testi anche all’estero.
Credo che in questo caso l’ebook sia da premiare: quando si tratta di rendere disponibile un testo anche all’estero, il formato digitale è molto più abbordabile di quello cartaceo, diciamo che è più utile e pratico per far “circolare” il libro e contiene i costi. Quindi Chichili distribuisce il mio racconto in formato ebook in Italia e fuori dal paese: è l’unica realtà per la quale ho deciso di fare un’eccezione, comprendendo l’intento della loro linea editoriale che si propone di rendere disponibili testi brevi e di piacevole lettura anche per gli “italiani all’estero”, con un semplice clic. Il formato digitale di Chichili ha una “funzione” e io ne riconosco l’importanza.
Case editrici italiane mi hanno proposto la pubblicazione ebook e ho sempre rifiutato.
Finché posso, nel mio paese, vorrei “essere di carta” e “in libreria”: “stamparmi” è uno “sforzo” che chiedo espressamente ai miei editori italiani. Certo non posso tenere entrambi gli occhi chiusi e far finta che l'ebook non esista. Ogni tanto, almeno un occhio lo apro e da silenziosa osservatrice cerco di capire l'evoluzione del libro digitale. L'ebook esiste e ne devo prendere coscienza. Come lo devono fare tanti genitori che in futuro si potrebbero sentire tagliati fuori nel vedere i propri figli leggere sul telefonino.

So che oltre al genere chick-lit scrivi anche altri generi, come per esempio il noir. In che modo riesci a districarti in generi così diversi e, soprattutto, serve uno stato d’animo particolare per dedicarti a ciascuno di questi?
Credo che i due generi letterari coabitino dentro di me, da sempre.
Da un lato sono spesso protagonista di avventure demenziali delle quali mi piace ridere apertamente. Sono episodi “in rosa” che rivelano una Maria Silvia tragicamente romantica e spesso vittima di cotte spassose. Ma sono anche quella che soffre d’insonnia e spesso, di notte, naufraga fra momenti incredibilmente cupi (mangiando un gran numero di fette biscottate, in modo compulsivo).
Il tema del doppio. Chi mi conosce bene sa gestire le mie “due personalità”, senza stupirsi di fronte a strani e imprevisti cambi d’umore.
Mi capita qualcosa di ironico e assurdo? Diventa un chick lit.
Non riesco a prendere sonno e la casa è immersa in un silenzio tombale? Scrivo un noir.
Alla fine è come tenere diari distinti della mia vita un po’ bipolare. Per mia fortuna, c’è qualcuno che li legge e a volte li apprezza tutti e due, per quanto siano agli antipodi.

Stai lavorando a qualche altra storia in questi giorni, ti va di anticiparci qualcosa sui tuoi progetti futuri?
Sto faticosamente cercando di scrivere “fine” in fondo a un romanzo noir molto complesso che avevo lasciato incompleto. L’ho ripescato dalla memoria una sera che parlavo con un amico editore: è stato lui a dirmi “perché non lo termini e me lo mandi?”. Giusto! Peccato che sia passato molto tempo da quando mi dedicavo a lui e ora è faticoso riprendere le fila della storia, specie perché è davvero crudele e oscura (un po’ spaventa anche me che l’ho scritta).
Per fortuna che col 2012, nuove short stories rigorosamente rosa approderanno in Germania e in Italia per Chichili Agency: una boccata di ilarità, per distaccarsi dalle “storie crudeli e oscure che spaventano anche me che le ho scritte”.
Inoltre un nuovo romanzo di formazione (per chi ha letto “L’età dei lupi”) potrebbe fare la sua comparsa su scene editoriali da definire e un ulteriore testo a quattro mani al momento top secret sta per vedere la luce.
Infine fra le indiscrezioni, posso lasciarmi sfuggire che a gennaio 2012 tornerò a solleticare i piedi dei lettori noir con un romanzo breve, tagliente ed estremamente cattivo.
Insomma, la fabbrica non chiude mai, il padrone fatica a dormire e fare gli straordinari è decisamente un piacere.

Un'ultima domanda. Cosa vuol dire per Maria Silvia Avanzato “scrivere”?
Scrivere è l’unica cosa che so fare. Sin dall’età di cinque anni, ho sempre avuto la romantica presunzione di saper mettere per iscritto delle storie. Anche se ci sono voluti altri vent’anni perché qualcuno cominciasse a leggerle.

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