mercoledì 22 dicembre 2010

LA CITTÀ DI PIETRA di Loredana La Puma (La Penna Blu)

Titolo: LA CITTÀ DI PIETRA
Di: LOREDANA LA PUMA
Edizione: LA PENNA BLU (Collana IL CALAMAIO AZZURRO)
Genere: ROMANZO (Urban Fantasy, Young Adult)
Anno: 2010
pp. 490

ISBN: 978-88-95974-05-7

€ 19,50







RECENSIONE

L’emergente Loredana La Puma torna a stupire i suoi lettori, ormai fans della sua saga.
Se infatti “Il Cerchio si è Chiuso” apre la trilogia dell’Averon, “La Città di Pietra” dà alla storia il suo avvincente seguito.
In questo secondo volume, ai personaggi che già conosciamo se ne affiancano di nuovi e – per certi versi – arcani. Primo fra tutti l’Eremita che, sin dalla sua prima apparizione, lascia un alone di mistero sulla sua identità.
Ritroviamo Elli, la giovane protagonista, di nuovo alle prese con i Custodi e ancora una volta affiancata dai suoi migliori amici, solo che questa volta dovrà fare i conti anche con i suoi affetti: il rapporto con Fabio, nato nella sua semplicità e tuttavia divenuto difficile da gestire a causa delle circostanze; l’incontro con un nuovo ragazzo, capace di confonderla su due sentimenti tra loro simili; l’amicizia con Rita, profonda da fare invidia a chiunque eppure in grado d’incrinarsi; l’amore per suo padre e la scoperta di un nuovo amore, quello – si può a buon diritto dire – materno per Laura, la bambina da lei salvata durante il violento attacco alla Base (n. d. r.).
Cresce la protagonista e con lei tutti gli altri, ma cresce anche il potere dei Custodi. Il nemico trama la sua vendetta, escogita i suoi piani sfruttando ogni risorsa a sua disposizione.
Una nuova minaccia incombe sui Guardiani e sul mondo: l’Eversor. Parte così la ricerca ai frammenti di quest’arma fascinosa quanto distruttiva.
Una ricerca che si trasforma in una corsa contro il tempo: saranno per primi i Guardiani o i Custodi a impossessarsi dei frammenti dell’Eversor?
L’autrice tuffa il lettore in un mondo che stavolta ha molto del fantasy classico, complice un’antica Città ritrovata.
Scenari ben curati e descrizioni sempre precise, fanno di questa Città un luogo incantato e realistico al tempo stesso. Il lettore giunge nella Città di Pietra assieme a Elli: non solo riuscendo a vederla ma finanche a toccarla.

Romanzo da 5 stelle = ottimo. Un investimento!

INTERVISTA

Ringrazio di cuore l'autrice per aver accettato di essere ospite nel mio blog per questa piccola intervista. A lei la parola. . .1. "La città di pietra", rispetto a "Il cerchio si è chiuso" è più maturo: i personaggi crescono, si adattano alle nuove situazioni. A questo proposito, hai dovuto assecondarli in qualche modo durante la stesura oppure avevi stabilito tutto già da tempo?

La nascita di un romanzo e la sua evoluzione sono fenomeni davvero strani, e anche se fanno parte di una stessa saga ognuno di essi fa storia a sé. Nel caso de “La Città di Pietra”, per esempio, la storia si è definita quasi subito nella sua interezza (mentre “Il cerchio si è chiuso” è stato più un puzzle che si è andato componendo un tassello dopo l’altro). La strada che i personaggi avrebbero percorso mi è apparsa sin dall’inizio molto più chiara e definita rispetto al primo libro, ma non mi sento di dire di essere stata io a stabilirla. Penso sinceramente che i personaggi da un certo momento in poi si evolvano quasi da soli, guidati ovviamente dalle leggi della coerenza interna e in accordo alle situazioni che si ritrovano a vivere.
2. In questo secondo capitolo della trilogia c'è più azione, specie durante la ricerca dei frammenti dell'Eversor. Come trovi le idee per far succedere situazioni - diciamolo - da cardiopalmo?
Sono molto contenta di quello che dici, perché significa che l’effetto delle scene d’azione è quello desiderato. Ancora una volta la risposta non può essere chiarissima. Quando scrivo naturalmente vivo le stesse emozioni dei protagonisti, e quindi (mi auguro) anche quelle dei potenziali lettori. Durante la stesura del libro ci sono stati momenti in cui mi sono divertita, altri in cui sono rimasta affascinata da ciò che “vedevo”, altri in cui mi sono sentita triste e altri infine in cui la tensione è salita alle stelle. Certo, lo scrittore in qualche modo (ma non sempre) conosce già lo svolgimento di una determinata scena, quindi il suo livello di emozione non può essere lo stesso di un lettore ignaro, ma ne è comunque un buon surrogato. Da dove arrivano le idee? Difficile dirlo. Nel mio caso direi che mi piombano in testa nei momenti più impensati. Ma se quando scrivo una scena d’azione resto col fiato sospeso, allora mi ritengo senz’altro sulla buona strada.
3. Elli si trova a ricoprire un ruolo che - specie all'inizio - non è semplice, quello di una sorella maggiore un po' speciale, quasi una mamma. La stessa Rita avrà modo di capire come certe scelte possano dipendere da forti responsabilità, alle quali prima o poi si è chiamati a rispondere. Come riesci a dosare il giusto peso tra le vicende personali dei personaggi e quelle legate ai loro rapporti con l'Averon e, di conseguenza, con i Custodi?Per questo aspetto non è stato necessario studiare una soluzione particolare, perché il “dosaggio” è avvenuto in maniera quasi spontanea. Superati i primi capitoli del secondo libro, come accennavo prima, ho avuto infatti una visione abbastanza chiara della storia nella sua interezza, di tutto quello che sarebbe accaduto e dei problemi personali che i vari personaggi avrebbero affrontato, sparpagliati nel libro e alternati ai momenti di azione e alla storia più generale. Il risultato finale mi ha soddisfatto moltissimo: trovo che la compattezza e l’equilibrio di questo secondo romanzo superino di gran lunga quelli del primo. Per quanto riguarda l’aspetto umano della storia, tenevo molto al suo sviluppo. È tramite il confronto (e spesso lo scontro) con gli altri protagonisti che ogni personaggio si definisce e acquisisce una vera e propria personalità. Al di là della trama fantasy, della ricerca dell’Eversor, dei misteri e delle scoperte, mi interessava raccontare la storia di queste persone, la loro crescita, i loro sentimenti, le loro vittorie e le loro sconfitte. Nessuno di loro è “perfetto”. Come si evince dalla trama, hanno le loro meschinità e i loro egoismi come tutti, ma fanno del loro meglio per andare avanti lungo la strada intrapresa. Questo, credo, li rende più umani e aumenta l’immedesimazione in una vicenda che altrimenti risulterebbe piatta e poco coinvolgente. Fra le vicende che risaltano di più ci sono sicuramente quelle di Elli e di Rita, ma più o meno tutti i personaggi si ritroveranno alle prese con un ostacolo emotivo più o meno grande da superare.
4. Per entrambi i volumi hai "creato" una colonna sonora, che i lettori possono ascoltare mentre leggono i vari capitoli. D'altronde tu stessa scrivi accompagnandoti da un sottofondo musicale. Bisogna dedurne che è molto importante la musica per la tua creatività?Ormai è fondamentale. Non riesco quasi più a scrivere senza, e a quanto ne so il fenomeno riguarda anche molti miei “colleghi”. Le nuove tecnologie ci hanno condotto un po’ tutti nella stessa direzione: quando è diventato possibile utilizzare un pc per scrivere e contemporaneamente per ascoltare musica, fondere il tutto in uno è stato quasi naturale. Certe scene e situazioni (come per esempio la Festa d’Inverno ne “la Città di Pietra”) non sarebbero neppure esistite senza i brani che me le hanno ispirate. In questo modo, come accennavi, si è creato un vero e proprio sottofondo musicale dei due libri, composto soprattutto da colonne sonore più o meno note, sia di film che di anime. Ho pensato che qualche lettore avrebbe trovato divertente compiere una specie di lettura multimediale (tutto è nato scherzando con mia sorella sulla necessità di allegare al libro un cd con la colonna sonora), e così ho fatto questo tentativo, utilizzando il social network aNobii e YouTube, e devo dire che l’iniziativa ha riscosso la piena approvazione dei partecipanti.
5. Con i tuoi lettori hai un bel rapporto. Frequenti forum, siti e blog grazie ai quali puoi scoprire le loro reazioni in corso di lettura. Ci racconti uno degli aneddoti tra i più divertenti che ti sono capitati?Quello che hai citato è senza dubbio uno degli aspetti più belli di questa esperienza: il rapporto diretto con i lettori tramite il Web. Il grande entusiasmo di alcune persone nei confronti di questi romanzi mi ha davvero stupito e commosso, non me l’aspettavo. È stupendo poter seguire – a volte passo dopo passo – l’esperienza di lettura di una persona. L’episodio più divertente è stata senz’altro la discussione (amichevole, ovviamente) che si è scatenata fra i partecipanti alla lettura comunitaria de “Il cerchio si è chiuso” organizzata dal Forum “Locanda della Terra di Altrove”. La diatriba riguardava l’atteggiamento di due personaggi del primo libro: i lettori si sono schierati praticamente sui versanti opposti di una barricata, sostenendo con grandissimo fervore le ragioni dell’uno o dell’altro. E’ stato divertentissimo, perché tutti parlavano dei miei personaggi come se si trattasse di persone vere. Un autentico spasso, e anche una grande soddisfazione a livello personale: quando nei lettori si scatenano reazioni simili, vuol dire che almeno in parte i personaggi funzionano e sono credibili.
6. Un'ultima domanda. Cosa vuol dire per Loredana La Puma "scrivere"?Vuol dire entrare in un mondo interamente mio, dove posso finalmente dar sfogo a tutte le storie e le emozioni che mi frullano in testa. Vuol dire esprimere me stessa come non riesco a fare in nessun altro modo. Può essere anche una grande sofferenza a volte, quando non tutto riesce come vorresti, quando la trama “non fila”, oppure quando l’evoluzione della storia ti porta in direzioni che non avevi previsto, ma ne vale sempre e comunque la pena.


DALLA QUARTA DI COPERTINA


Per Elli e Fabio, da nove mesi partiti a bordo dell’Imperia, è giunto infine il momento del ritorno. Mentre veleggiano verso le coste della Sicilia, la mente della ragazza è costellata di preoccupazioni: cosa ne sarà stato dei loro compagni? Come avranno fatto a sopravvivere senza più il rifugio della Base Primaria e, soprattutto, senza la protezione dell’Averon?
Ma una grande sorpresa li attende al loro arrivo, quando la nuova, misteriosa dimora dell’Ordine dei Guardiani li accoglierà nel suo grembo. In un’altalena fra passato e presente, Elli conoscerà nuovi amici e affronterà nuovi nemici, mentre i Custodi si preparano a sferrare il loro colpo più micidiale. L’ora in cui si avvererà la profezia di Elanora è forse vicina?
Dopo il successo de Il cerchio si è chiuso, il secondo, appassionante capitolo della Trilogia dell’Averon, la saga real fantasy ambientata nell’odierna Palermo.


L'AUTRICE


Loredana La Puma vive a Palermo, dov’è nata nel 1981. Nel marzo 2008 si è laureata in Scienze e Tecnologie dello Spettacolo con una tesi su Il signore degli anelli.
Appassionata di libri e di scrittura fin dall’infanzia, negli ultimi anni ha sviluppato un particolare interesse per il genere fantasy.
Ha esordito come autrice nel 2008 con il romanzo Il cerchio si è chiuso.


CURIOSITÀ:

Cliccando qui è possibile scaricare il prologo e il primo capitolo del romanzo.

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