venerdì 12 novembre 2010

WINTERGIRLS di Laurie Halse Anderson (Giunti Y)


Titolo: WINTERGIRLS
Di: LAURIE HALSE ANDERSON
Edizione: GIUNTI (Collana Y)
Genere: ROMANZO (Narrativa Young Adult)
Anno: 2010
pp. 384

ISBN: 978-88-09-74550-6
€ 14, 50




RECENSIONE:


A volte leggere un libro, un libro profondo, tale da risultare vero, può essere un modo per addentrarsi nei meandri di una vita vissuta. Accade questo leggendo l’ultimo romanzo di Laurie H. Anderson, già autrice del fortunato "Speak".
"Wintergirls", con il suo linguaggio giovane, riesce a inoltrarci del tutto nei pensieri della protagonista. È proprio lei, Lia, a rivolgersi direttamente al lettore attraverso parole a volte sussurrate, altre volte urlate. Il suo urlo proviene da un dolore acuminatosi a causa di una grave perdita che, nel tempo, fa accrescere in lei il senso di colpa. Quello stesso senso di colpa che, provando dopo aver ingerito del cibo, la porta a estenuanti esercizi ginnici notturni per bruciare i grassi; o, come forma di punizione per aver mangiato, a cibarsi di alimenti piccanti oppure a servirsi dei lassativi.
Se da una parte troviamo l’esile corpo di una ragazza sospesa a metà tra questo mondo e la sua realtà fittizia, dall’altra è possibile scorgere quello di Cassie. Tramite lei, la migliore amica di Lia, si snoda una specie di sottotrama, fatta di brevi aneddoti e ricordi solenni; come il patto di sangue che le due amiche stipulano al chiaro di luna: una gara a chi delle due riuscirà a diventare la più magra.
Il romanzo tratta uno dei temi più delicati tra gli adolescenti, l’anoressia.

Scritto in prima persona, è un viaggio virtuale nella mente di chi racconta la propria storia, consumata dalle paure, dalle debolezze e dai propri fantasmi. L’utilizzo del barrato, molto usato dalla scrittrice, consente al lettore di separare le riflessioni della protagonista da ciò che si costringe a pensare e, di conseguenza, comunicare all’interlocutore di turno.
È la storia di chi viene risucchiato nel vortice di una malattia complessa, alla ricerca della propria identità e, forse, della propria collocazione nel mondo. Ma anche una storia d’amicizia, di quelle che nemmeno la morte separa.
Una storia, anzi, due storie cucite assieme che, con le lacrime di chi legge, legano gli occhi alle pagine del libro.

Romanzo da 3 stelle = consigliato agli amanti del genere.

INTERVISTA:
Ringrazio Gaetano Pratino, giovane psicologo di San Severo (FG), per aver accettato la mia proposta di rispondere ad alcune domande sul tema.
1. L’anoressia è una malattia che colpisce per la maggiore, se non quasi esclusivamente, le ragazze; il più delle volte adolescenti. Nella società contemporanea dove vanno ricercate le maggiori cause?
Le cause dell'anoressia, quale disturbo dell'alimentazione, vanno ricercate essenzialmente nel binomio socioculturale-familiare. In altri termini, quando il sistema famiglia non funziona come dovrebbe, a causa prevalentemente di un conflitto familiare nascosto che nella maggior parte dei casi interessa il sottosistema della coppia coniugale, la paziente anoressica attiva il sintomo che avrà la funzione di mandare un messaggio di protesta in maniera diversa: a una madre, vissuta come prevaricatrice col partner e successivamente ipercontrollante con la malattia della figlia e a un padre, vissuto inizialmente come un alleato che presto si trasformerà in un traditore. La formazione del sintomo, riesce a trovare la sua collocazione nella dimensione socioculturale contemporanea, una dimensione in continua trasformazione che cattura l'attenzione dell'adolescente, offrendo un profilo della vita intesa nei termini dell'apparire e non più dell'essere. La moda longilinea dunque prende il sopravvento e con essa la futura anoressica si trova in mano un potente strumento di ricatto e di protesta contro genitori in contrasto.
2. La persona che inizia a soffrire di disturbi alimentari si rende conto del pericolo, lo percepisce con il tempo oppure non si accorge del problema? Lei pensa che questo tipo di percezione possa variare da caso a caso, da persona a persona?
Generalmente il disturbo anoressico non è avvertito dal paziente come una patologia che può portare a gravi conseguenze. Queste ragazze non percepiscono affatto il cambiamento repentino del peso corporeo e della mole del proprio corpo; piuttosto sono assorbite dal desiderio ormai diventato irrefrenabile di perdere peso, il che lascia trapelare una chiara sindrome dismorfofobica, intesa come alterazione della percezione del proprio corpo. La funzione prioritaria del sintomo è racchiuso nel tentativo estremo di ripristinare un equilibrio all'interno della famiglia attraverso un'instancabile sfida protratta nel tempo contro genitori vissuti come estranei. In definitiva, dunque, non ritengo che l'anoressia possa avere una percezione della stessa variabile da caso a caso, in quanto formazione e obiettivo del sintomo sono circoscritte all'interno di un quadro patologico specifico.

3. In che modo un familiare, un amico o comunque una persona vicina al diretto interessato, può captare dei segnali d’allarme e qual è il modo giusto per aiutarlo?
La malattia anoressica è caratterizzata da una vistosa alterazione del volume del corpo confacente a un calo spaventoso del peso corporeo. Il vantaggio anche precauzionale del disturbo è legato al suo palesarsi attraverso un repentino cambiamento di tutto il corpo. Tuttavia, non sempre un tale apparire manifesterà l'anoressia; di conseguenza ci sono dei valori che possono evidenziarne la formazione del sintomo. Generalmente, bisogna tenere presente la proporzione con l'altezza e vedere se il peso scende in maniera abnorme rispetto anche al peso corporeo precedente della ragazza. I valori cominciano a diventare allarmanti quando il peso scende tra i 35/40 kg; un ulteriore calo provocherebbe un ricovero immediato. Ci sono anche aspetti fisiologici da considerare, uno fra tutti è la sospensione delle mestruazioni, nota come amenorrea, e il calo del piacere sessuale. Da annotare, tra le manifestazioni comportamentali, una straordinaria iperattività compensativa del calo della voracità sessuale. Un intervento solerte può evitare il peggioramento del decorso patologico attraverso la richiesta anche del semplice medico di famiglia, il quale, attraverso la diagnosi del caso deciderà per un ricovero. Altri organi del settore che si possono contattare sono il Centro di Salute Mentale o Comunità di recupero che possono essere segnalati dalle istituzioni.

4. L’autrice del romanzo “Wintergirls”, Laurie H. Anderson, ha dichiarato che c’è chi tenta di proibire i suoi libri, in vista del fatto che alcuni argomenti da lei trattati mettono a disagio. Quanto invece, con particolare riferimento al tema quivi esposto, è importante fare informazione e soprattutto parlarne?
Parlare di anoressia può essere un’efficace misura precauzionale contro la stessa. Ciò che più conta nella dotazione dell'informazione è saper scegliere il messaggio giusto da veicolare all'interno delle famiglie senza toni moralizzanti o giudicanti ma, piuttosto, cercando di trovare la giusta collocazione del messaggio che riesca a intersecare da un lato la qualità dei rapporti tra i membri della famiglia e dall'altro, a sottolineare la giusta dimensione del vivere al di fuori della stessa, in mezzo a costumi, mode e abitudini che troppe volte rischiano di essere inclini piuttosto all'ideale dell'essere e apparire. In altre parole, è giusto che il ragazzo comprenda quanto sia importante il valore individuale di cui egli è portatore senza idealizzare se stesso attraverso messaggi incalzanti di una cultura massificante.
Per conoscere novità, anticipazioni e protagonisti della Y: http://y.giunti.it

DALLA QUARTA DI COPERTINA:
Lia e Cassie sono amiche fin dall’infanzia, ragazze congelate nei loro fragili corpi, in competizione in un’assurda gara mortale per stabilire chi tra loro sarà la più magra. Lia conta maniacalmente le calorie di tutto quello che mangia e di notte quando i suoi non la vedono si sfinisce di ginnastica per bruciare i grassi. Le poche volte che mangia, cerca di ingerire cose che la feriscono, come cibi ultrapiccanti, in modo da “punirsi” per aver mangiato. Si gonfia d’acqua per ingannare la bilancia nei giorni in cui la pesano. Quando eccede nel cibo ricorre ai lassativi e passa il tempo a leggere i blog di ragazze con disturbi alimentari che si sostengono a vicenda.

Nel suo libro più toccante e poetico dopo Speak, finalista al National Book Award, l'autrice di best seller, L. H. Anderson esplora l'impressionante discesa di una ragazza nel vortice dell'anoressia.

L'AUTRICE:
Laurie Halse Anderson è nata nel 1961 a Postdam, cittadina dello stato di New York. Con 25 libri all’attivo e numerosi riconoscimenti letterari è attualmente una delle scrittrici più amate nel campo della narrativa Young Adults.
L’autrice ha studiato in Danimarca, vissuto in una fattoria, lavorato in un negozio di vestiti, approcciato la vita collegiale all’Onondaga Community College e si è infine laureata nel 1984 alla facoltà di lingue e linguistica della Georgetown University. Dopo aver costruito una famiglia e dato alla luce due bambine, ha iniziato la sua carriera di scrittrice pubblicando la sua prima opera nel 1996: Ndito Runs, a cui sono seguiti svariati racconti per l'infanzia.

Tra gli altri romanzi di Laurie Halse Anderson si segnalano: Catalyst (2002), Prom (2005), Twisted (2007) e Wintergirls (2009) che ha scatenato un dibattito tra le teenager americane, ricevuto ottime critiche e un notevole successo di vendite. Speak, che pubblicato originariamente nel 1999 ha ispirato un film (2004) con lo stesso titolo e identica fortuna, è il suo primo romanzo ad arrivare finalmente in Italia (a partire dal 14 ottobre).

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