lunedì 8 novembre 2010

LA MORTE D'ARGENTO di Federica Pini (Runde Taarn)

Titolo: LA MORTE D'ARGENTODi: FEDERICA PINIEdizione: RUNDE TAARNGenere: ROMANZO (Urban Fantasy, Young Adult)Anno: 2010pp. 535ISBN: 978-88-6120-120-0€ 18,00



RECENSIONE:

Scrivere di vampiri è una moda, ma scrivere bene di vampiri è un privilegio.
Federica Pini, giovane autrice di Pavullo nel Frignano (Modena), è riuscita a raggiungere, con il suo primo romanzo, lo scopo ambito da molti aspiranti scrittori del genere vampiresco: essere originale.
La storia è ambientata nell’odierna Modena e narra le vicende di Erika Lugli, giovane studentessa della facoltà di economia, la quale si imbatte in un’antica profezia che la riguarda personalmente. Scettica per natura su tutto quanto può appartenere a un mondo immaginario, la ragazza lotta contro tutta la sua razionalità prima di accettare l’esistenza dei vampiri, quegli esseri che, assieme a fantasmi e lupi mannari, ha sempre considerato favole per spaventare i bambini.
L’incontro con il giovane vampiro Christian sarà determinante non solo a tale proposito, ma anche perché permetterà a Erika di conoscere una parte di se stessa ancora nascosta. Quella parte che si rivela di fronte a un bivio, quando sopraggiunge il momento di scegliere fra due alternative, sapendo che l’una comprometterà l’altra.
Insieme a Christian conoscerà altresì l’amore. Un amore passionale quanto complicato; avviato dal caso ma ostacolato dalla diversa natura dei due giovani, frenato a tratti dal loro equilibrio eppure assecondato involontariamente dalle azioni di qualcun altro.
Sono proprio le interazioni dei vari personaggi tra loro a fissare i limiti altrui e talvolta a stabilire le regole del gioco. I due fratelli di Christian, Einar e Violet, i quali si dichiarano intenzionati a proteggere la ragazza, giocheranno la loro partita fino in fondo, seppure spinti da differenti motivazioni. Non mancherà l’intervento di Vincent, colui dal quale Erika fugge, risoluto nell’ottenere il compimento della profezia.
È la profezia, la cosiddetta Mors Argentea, terrore di tutti i vampiri, a scatenare questa lotta all’ultima goccia di sangue.
Una storia alla scoperta della chiave per il potere, che lascia il giusto spazio all’amore come anche alla passione. Proprio in riferimento alla passione, la scrittrice non tralascia il lato istintivo tipico del vampiro. I vampiri della Pini sono passionali nei loro rapporti con il proprio amante e, salvo rare e fondate eccezioni, soddisfano i loro egoismi senza scrupoli. Come ha dichiarato la stessa Pini: “I vampiri di La Morte d'argento si nutrono di sangue umano, com'è giusto che sia. La natura li ha fatti tali, un gradino più alto rispetto agli umani nella catena alimentare, e non vedono nulla di male nel seguire i propri istinti”.

Romanzo da 3 stelle = consigliato agli amanti del genere.

Per saperne di più: lamortedargento.it

INTERVISTA:
Lascio ora la parola all’autrice, che ringrazio per la gentilezza e la disponibilità con cui ha accettato di rispondere a una piccola serie di domande.
1- "La morte d'argento" è il primo di quattro volumi. L'idea per questo romanzo è nata durante un viaggio in autobus, ma come è cresciuta nel tempo, fino a svilupparsi in una saga?
Il primo libro della saga, "La Morte d'argento", è nato per caso, lungo la strada verso l'università. Durante quell'ora e mezza di viaggio si sono sviluppati i personaggi principali (in particolare, quelli di Erika, Christian e Violet), insieme a una buona parte della trama. All'inizio si trattava di piccole nuvole sparse, legate tra di loro da un filo sottile e fragile, ma con il passare dei giorni la trama si è rafforzata. Pensavo alle mie creazioni, mi perdevo mentre fantasticavo su di loro, e più andavo avanti più mi piaceva quello che ne saltava fuori. È stata una costante crescita, un continuo susseguirsi di idee che si accumulavano, formando qualcosa di grande, ai miei occhi unico. Mi sono affezionata ai personaggi e alle loro storie, quelle articolate del passato e quelle del futuro ancora da scoprire, ai loro pensieri e ai loro sentimenti, e non ho più potuto lasciarli andare. Con ciò, è stato inevitabile creare qualcosa che proseguisse successivamente al finale di "La Morte d'argento". Prima di scrivere l'ultimo capitolo del primo romanzo, le idee per gli altri tre si erano già consolidate nella mia mente, almeno a grandi linee. Mi piace inserire dei collegamenti tra i libri, cosa che ho fatto in "La Morte d'argento" verso il secondo libro e altrettanto nel secondo verso il terzo. Sono particolari di cui il lettore si renderà conto soltanto quando avrà tra le mani i capitoli successivi della saga. Forse, se qualcuno è particolarmente attento, troverà gli indizi per scovare le trame successive.
2- Per ogni cosa che si desidera al mondo, c'è sempre un prezzo da pagare. È una massima che traspare nel tuo romanzo attraverso i personaggi, i quali devono fare i conti con le decisioni di terze persone, o anche con il caso. È un aspetto che ha limitato la tua scrittura forzando la storia, oppure fa parte del tuo stile essere un po' crudele?
Tutti dobbiamo fare i conti con il caso. Pensiamo alla quotidianità: noi tentiamo di manovrare il più possibile la nostra vita, di tenerla sotto controllo affinché accada quello che più desideriamo per noi stessi. Nello stesso tempo, però, interagiamo con centinaia di persone, da quelle più vicine, come i famigliari e gli amici, ai passanti che incontriamo per strada. La vita è una rete di decisioni, i cui fili partono da mani diverse e idee altrettanto differenti. È impossibile prevedere cosa possa nascere da tutte queste relazioni.
È quello che succede a Erika. Deve prendere una decisione per se stessa, ma la faccenda verrà complicata da azioni fuori dalla sua portata, messe in atto appunto da altri personaggi sui quali lei non ha controllo. A volte mi sento un po' crudele, è vero, per come manovro i personaggi verso conclusioni non sempre allegre, ma è un altro aspetto che fa parte della vita. Non si può prevedere in quale direzione si muovano gli intrecci del caso, se in modo positivo o negativo. Scrivere una storia dove tutto finisce nel migliore dei modi è una visione della vita quasi utopistica. C'è chi ci prova, riuscendo comunque a creare qualcosa di originale ed emozionante, ma il più delle volte si arriva a inserire particolari incoerenti per salvare tutto e tutti. Uno degli obiettivi della mia scrittura è portare la realtà nella fantasia, o la fantasia nella realtà, perciò è inevitabile aggiungere nelle mie storie la casualità, insieme a tutto ciò che ne consegue.
3- Il passato di Christian, intendendo per passato la sua vita da essere umano, è segnato da una situazione personale complicata; passato al quale hai dedicato un intero capitolo. Quanto è difficile affrontare e dare il giusto spazio a temi delicati come il degrado giovanile, in un contesto fantasy?
Ho dedicato volentieri un capitolo alla storia della rinascita di Christian. È uno dei personaggi principali, quindi si meritava questo spazio. La sua storia è complessa e affronta uno dei problemi con cui, purtroppo, alcuni giovani d'oggi si ritrovano a fare i conti. È difficile inserire questo tema nel fantasy, ma lo sarebbe stato di più in un contesto di fantasy classico, dove il mondo e i tempi sono diversi da quelli che noi tutti conosciamo. Il Christian umano, prima della sua trasformazione, affronta un periodo infelice, e la sua forza d'animo non è sufficiente per combattere il suo problema. Ho voluto dargli una seconda possibilità, nonostante la condizione vampiresca non sia delle più felici. È una sopravvivenza, ma nello stesso tempo una condanna per gli errori compiuti. Certamente il degrado giovanile è un tema delicato, complesso da trattare, però ho voluto mettere in punti sparsi della storia qualche messaggio che passasse ai giovani lettori, così che la lettura non fosse soltanto un modo per rilassarsi, ma anche per riflettere su argomenti di attualità.
4- Un'ultima domanda. Cosa vuol dire per Federica Pini "scrivere"?
Scrivere per me ha tanti significati. È innanzitutto una passione, un modo per esprimere storie e sentimenti che nascono dal cuore e sono così forti da spingere verso l'esterno, così grandi da essere incontenibili dentro di me. È un modo per creare negli altri emozioni, per distoglierli dai problemi della vita quotidiana, per indirizzarli verso rotte segnate dalla fantasia. Nella mia mente, ci sono persone, pensieri, luoghi e azioni che mi affascinano e che vorrei trasmettere anche a chi è ancora capace di sognare. Scrivo per sfogo, per passatempo, per narrare storie che io, da lettrice, vorrei trovare stese su carta, da scoprire poco a poco. Mentre scrivo e mentre invento le mie storie, sogno e vorrei far sognare chi legge. Spero di esserci riuscita.

DALLA QUARTA DI COPERTINA:
Amare un vampiro è possibile? Erika, una giovane studentessa di economia all'università di Modena si troverà a doversi porre l'inquietante quesito. Sarà Christian, affascinante giovane conosciuto sull'autobus una mattina, a porla di fronte al dilemma. Erika scoprirà così il mondo dei non morti, le loro regole, le loro caratteristiche, i loro prodigiosi poteri e i pochi limiti a loro imposti. Presa dai propri contrastanti sentimenti la giovane si troverà coinvolta, suo malgrado, nell'adempimento di un'antica profezia che potrebbe segnare per sempre il destino dei vampiri di tutto il pianeta. Perché proprio lei sarà così indispensabile perché la profezia abbia compimento? E chi sono veramente i tre fratelli che dicono di volerla aiutare e proteggere? sarà davvero Vincent a rappresentare la parte malvagia dei non morti o Jean-Claude avrà un ruolo determinante in questa storia? Quesiti che troveranno risposta soltanto nel dipanarsi della storia, ricca di colpi di scena, di pathos, di sentimenti ed emozioni vere, sino all'ultima pagina, all'ultima riga.


L'AUTRICE:

Federica Pini nasce nel 1987 a Pavullo nel Frignano (Modena), dove attualmente vive.
Laureata in Economia Aziendale è una grande appassionata di lettura, soprattutto di genere fantasy.
"La Morte d'argento" è la sua prima pubblicazione ed è un romanzo maturato anche grazie alla passione dell'autrice per il filone fantastico e vampirico.

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