giovedì 18 novembre 2010

IL CANTO DELLA NOTTE di Camilla Morgan-Davis (Zero91)

Titolo: IL CANTO DELLA NOTTE
Di: CAMILLA MORGAN-DAVIS
Edizione: ZERO91
Genere: ROMANZO (Urban Fantasy, Young Adult)
Anno: 2010
pp. 304

ISBN: 978-88-95381-18-3

€ 17,00


Come promesso, ecco a voi l'articolo dedicato a Il canto della notte di Camilla Morgan-Davis, in uscita proprio oggi nelle librerie. 

Dopo avervi presentato mie passate recensioni con intervista, sono orgogliosa di avere questa giovane scrittrice come prima ospite nel mio blog.

Spero che questo romanzo possa piacere ai lettori come è piaciuto a me. Lasciate un commento se vi va, dite cosa ne pensate, non solo dopo averlo letto ma anche - perché no - prima di leggerlo.

RECENSIONE

Camilla Morgan-Davis è lo pseudonimo di “una ragazza che voleva essere battezzata dalla fantasia. Che ha scelto un nuovo nome per essere finalmente se stessa”. Si presenta così l’autrice di questo romanzo che oserei definire etereo.

La sua è una scrittura tagliente, come può essere la lama affilata di un coltello.

Già leggendo le primissime pagine scatta il dubbio di trovarsi di fronte a un talento singolare ma, continuando nella lettura, il dubbio diventa certezza. Con una tecnica raffinata, sospesa fra il reale e il sensazionale e, quando occorre, aiutandosi con splendide similitudini, l’autrice racconta la storia di Maila con una maestria fuori dal comune.

Una protagonista speciale che tenta in tutti i modi di voler essere – o quantomeno di voler sembrare – normale; una donna-lupo che sente il bisogno di sentirsi umana, di sentirsi donna; ma anche una semplice ragazza che sogna l’amore.

Questa è Maila: una sognatrice ma anche una giovane coi piedi ben piantati per terra, che accetta con la consapevolezza di un’adulta il compito affidatole dal destino.

Diviso in tre parti, il romanzo si staglia in tre fasi, come a volere rappresentare le tre fasi principali della vita di Maila: desiderio, conquista, ascesi.

Intorno alla protagonista ruotano personaggi altrettanto combattuti, altrettanto “umani” nei loro sentimenti e nelle loro debolezze. Attraverso questi, Maila discernerà i veri affetti da quelli fasulli, conoscendo il tradimento e sperimentando quell’amore tanto agognato.

Un amore che le si rivelerà sin da subito proibito, per il quale assaporerà la paura, percepirà l’ombra della morte e l’odore della vendetta. Sarà proprio questo sentimento così sincero per colui che ama, Ren, a condurla verso la scelta che ne segnerà poi l'epilogo.

L’autrice accompagna il lettore in un viaggio a senso unico, dove l’amore stesso svolge il suo ruolo fino alla fine.

La suggestiva copertina attira gli occhi come una calamita. Pare un quadro la cui interpretazione è rimessa alla fantasia di chi ammira: una ragazza scoperta per metà, dai lunghi capelli neri, avvolta tra le sue stesse braccia che piange lacrime scure. A rivestirla solo una lunga gonna, il cui colore richiama anch'essa il nero che fa da sfondo alla scena. Unica fonte di luce: la grandezza della luna piena.

Tra miti, leggende, visioni oniriche e ricordi, una storia fantastica che parla al cuore. 

Romanzo da 4 stelle = un buon libro. Consigliato!

INTERVISTA

Lasciando ora la parola all'autrice, che ringrazio per l'impegno e la disponibilità, colgo l'occasione per ringraziare altresì Anna Gallo dell'ufficio stampa della Zero91, per essersi dimostrata paziente oltre che disponibile.

1. Quando e come nasce il tuo amore per la scrittura? Esiste un momento particolare della tua vita in cui hai scoperto questa passione, oppure era in te innata ed è andata evolvendosi nel tempo?
Ho amato da sempre la scrittura, fin da quando ho compreso che avrei potuto inventare storie e comunicare i miei sentimenti. Da bambina scrivevo poesie tristissime, crescendo brevi racconti e lettere d'amore su commissione per tutte le mie amiche.
Col tempo la scrittura è maturata, grazie alla lettura principalmente. Nonché alla capacità di lasciarmi suggestionare dalle idee, dai sogni, dall'incanto della fantasia.

2. Una curiosità che ti riguarda, come scrittrice, è quella di creare il tuo mondo di carta e inchiostro subito dopo la mezzanotte e in un vecchio monastero sconsacrato. Quanto incide quest'atmosfera sull'ispirazione che ne trai?
Detta così fa un po' paura. La realtà è che abito in un piccolo appartamento ricavato in un vecchio monastero colmo di storie e leggende. Un esempio? Anni fa nei cunicoli sotterranei che collegano il monastero alla chiesa vicina, si dice che furono trovati decine di piccoli scheletri.
Scrivo a mezzanotte perché amo scrivere nel silenzio che cala sulla città. Perché a quell'ora, il buio, porta sussurri e forse bisbigli.

3. "Il canto della notte" è il tuo primo romanzo. In che modo è nata l'idea per questa storia, fino a progredire in una trama?

"Il canto della notte" è nato osservando il bosco di Robilante, un piccolo paese del Piemonte, in cui nel romanzo risiede la comunità dei licantropi. Ho scrutato fra gli alti alberi innevati e ho immaginato quali storie avrebbero potuto raccontarmi. Ho pensato ai lupi, che sono degli animali meravigliosi che da anni mi incuriosiscono, lo stesso posso dire sulle leggende e il mito dei licantropi.
Direi che "Il canto della notte" ha preso vita da tutte queste cose insieme. Una dopo l'altra. Fino a che, sempre nella mia mente, ho conosciuto Maila, la protagonista. Lasciandomi guidare da lei la trama è venuta da sé.

4. In alcuni punti del romanzo pioggia e neve fanno da sfondo alla scena, compartecipando allo stato d'animo di Maila e degli altri personaggi.
È
una situazione voluta e, se sì, come mai questa scelta di far parlare anche la natura?È una scelta voluta per creare un contatto quasi fisico e palpabile con la natura. Il canto della notte è la voce del mondo. La pioggia può essere un suono che accompagna la melodia, o meglio, uno strumento, penso ad un pianoforte che accarezza e sfiora Maila. La neve invece è un colore che copre il mondo, ma non i sentimenti. Il bianco cela e nasconde anche ciò che puro non è.

5. Maila scopre il suo potere, le sue capacità, mano a mano che la storia procede e di conseguenza acquisisce consapevolezza di sé. Questa sua presa di coscienza potrebbe essere paragonata alla scoperta che fa una giovane donna della propria femminilità?Certo che sì. È un processo senza fine. Un viaggio in noi stesse. In molte donne accade che quando ci scontriamo con il dolore scopriamo una forza e consapevolezza che ignoravamo di avere. Siamo creature che rinasciamo mille volte nello stesso corpo.

6. Fra i tanti temi che affronti ne "Il canto della notte" c'è l'amore adolescenziale, quello che, se messo alla prova, può vincere su tutto oppure naufragare. Cosa accomuna il sentimento di Maila e Ren con gli adolescenti di questa generazione?Dici che sia adolescenziale? Non l’ho pensato come tale. Io credo che l’amore sia sempre uguale nonostante l’età in cui lo si vive, a cambiare sono solo le persone che portano nel cuore un tale sentimento.L’amore di Maila e Ren è un amore impossibile ma profondo. E’ un sentimento che distrugge ma salva.Non so se accomunarlo ad una generazione rispetto ad un'altra. Quel che è certo, almeno per me è stato così, è che quando si è giovani vivi l'amore in maniera assoluta. L'incanto e le possibilità si agitano dentro di te in maniera pura e incontaminata. . . il dolore è ancora lontano.


7. Un’ultima domanda. Cosa vuol dire per Camilla Morgan Davis “scrivere”?Scrivere è il mio grande amore. È la parte di me a cui faccio maggiore attenzione, che non trascuro mai, a cui dedico lavoro, pazienza e moltissimo tempo.Scrivere è aprire una porta magica, minuscola che scricchiola nei luoghi più nascosti di me, ed entrare in un mondo nuovo, in cui tutto può essere o diventare possibile. . . basta solo raccontarlo. Scriverlo.
E poi. . . scrivere è davvero divertente.

DALLA QUARTA DI COPERTINA
Maila è una di loro. Ha diciotto anni, si veste di nero, ordina scarpe e libri su internet e esperimenti con erbe, fiore e piante. Vorrebbe essere una ragazza normale, ma le è concesso tutto tranne questo.
Maila fa parte di una genia di uomini lupo di un pacifico paese del Piemonte.
Pacifico fino a quando due grossi lupi aggredisco un uomo del paese.
Da quel momento tutto cambia per Maila. Le appare uno strano segno sul petto, incontra un ragazzo misterioso e si trova a combattere gli Artigli Rossi, un gruppo di licantropi assetato di odio e carne umana.
Camilla Morgan-Davis, giovane promessa del fantasy, parla il linguaggio della sua età. Con il suo romanzo generazionale supera la letteratura di genere tracimando in una disamina sociale. Una cornice di genere per tanti temi di bruciante attualità. L'inquietudine degli adolescenti, la necessità dell'integrazione, le regole del “branco”, la diffidenza e il pregiudizio nutriti nei confronti di chi non ci assomiglia.

L'AUTRICE
Camilla Morgan-Davis (Sanremo, 1982) allo scoccare della mezzanotte inizia a scrivere seduta alla scrivania, chiusa in un appartamento ricavato da vecchio monastero abbandonato. Di giorno si occupa di scienze sociali e letteratura on line, utilizzando il suo vero nome. Il canto della notte è il suo debutto nella letteratura fantasy. www.camillamorgandavis.com

CURIOSITÀ


L'autrice ha presentato il suo romanzo in anteprima al Lucca Comics e Games di quest'anno. Foto dell'evento possono essere viste sulla sua pagina facebook.

La casa editrice ha messo a disposizione dei lettori i primi tre capitoli. Possono essere letti cliccando qui.

8 commenti:

  1. Grazie Sybil è stato un vero piacere essere tua ospite.

    camilla morgan davis

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  2. Piacere mio, Camilla, e a presto! ^^

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  3. Bella intervista!
    Questo libro mi incuriosisce molto...lo metterò in wish list^^

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  4. Dopo che lo avrai letto fammi sapere, Daisy. :)

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  5. Non ci credo, la protagonista di questo libro ha il mio stesso nome! Infatti io mi chiamo Maila Daniela ma tutti mi chiamano con il mio primo nome ossia Maila! ^^

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  6. Ihihih! : D Ma sai che quando ho letto il tuo nick: Maila, ho proprio pensato alla protagonista di questo romanzo? ^ ^

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  7. Incredibile! E pensare che credevo non fosse tanto diffuso come nome. No Miss, Maila è proprio il mio vero nome di battesimo! :D

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  8. Be', è un bel nome. A me piace! :D

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